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Il multitasking non esiste

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Mi dispiace essere così diretta ma, il multitasking non esiste. Eh già, la capacità di essere in grado di saper fare più cose nello stesso momento, è un’enorme mega pazzesca bugia. E questo vale anche per noi donne che tanto ci vantiamo di riuscire a fare più cose insieme (non avete idea quanto mi costi mettere nero su bianco questa frase ma, ormai è fatta e carta canta).

Eppure, fino a qualche anno fa, questa capacità era molto acclamata dai più, soprattutto nel mondo aziendale. La verità invece è che, se vogliamo far le cose per bene, dobbiamo dedicarci ad una cosa alla volta e, questa impressione di poter fare più cose insieme, è dovuta solo al passaggio della nostra mente su più cose nello stesso momento…altro che multitasking.

La scusa di non avere tempo

Io non ci credo. Il tempo a nostra disposizione è solo la conseguenza delle priorità che ci siamo posti. Non è vero che abbiamo poco tempo, è che ci sovraccarichiamo di cose (ed ansie) da fare nel tempo…che abbiamo.

Ed ora badate bene, perché il prossimo concetto che andrete a leggere sarà estremamente spicciolo e anche un po’ ripetitivo: il tempo non manca. È che se ci prefiggiamo 850 cose da fare in un determinato periodo, la percezione che avremo è che il tempo non c’è. Percezione, perché non è il tempo che manca, è che abbiamo inserito troppe cose nel nostro ipotetico piano di lavoro.

E quindi cosa facciamo a questo punto? Fiato alle trombe: La to do list!

La famosa lista delle cose da fare. Molte persone la amano eppure, nella mia esperienza, a volte, l’ho trovata svantaggiosa. Essendo teorica, rischia di essere riempita di elementi non prioritari che, se inseriti nella lista, finiscono nel programma giornaliero. In questo modo avremo una pianificazione impossibile, destinata a fallire.

Allora, l’invito che voglio farti è andare avanti con la lettura di questo articolo e passare dalla lista delle cose da fare al Principio di Pareto.

Parola di Pareto

Vilfredo Pareto, poliedrico sociologo ed economista che visse a cavallo tra la fine dell’800 ed i primi decenni del ‘900, sostiene che: la maggior parte dei risultati che riscuotiamo deriva da una minima parte di ciò che facciamo. Un concetto tanto semplice quanto reale, non trovate?

Per essere più precisa il principio afferma che: “Il 20% delle cause, produce l’80% dei risultati” ovvero, l’80% dei risultati deriva dal 20% del lavoro.

Ed ora ti chiederai “Come posso applicare questo principio alla mia vita di tutti i giorni?

Fondamentalmente cambiando il tuo modo di pensare. Semplice, no? Inizia a ragionare sull’essenziale, scegliendo i tuoi obiettivi e facendo solo le cose che contano davvero: quelle per le quali puoi garantire un’alta prestazione. Poni l’attenzione sulla qualità e non sulla quantità.

Da produttivi a proattivi

Proviamo a portare il principio di Pareto all’interno della nostra attività lavorativa trasformandolo in: 80% pianificazione e 20% azione.

Pensa al tuo lavoro, a tutte le volte che ti sei trovato in ritardo con la consegna di un progetto: anche se senti di avere l’acqua alla gola, non procedere all’azione se prima non hai pianificato tutto nel dettaglio.

  • Programma e pianifica le fasi del tuo lavoro e quando hai definito tutto sulla carta, procedi all’azione. Se non hai in mano un programma chiaro e strutturato da seguire, il rischio di perderti i pezzi per strada è dietro l’angolo.

Immagina la tua pianificazione come un navigatore in grado di aiutarti ad avanzare durante il percorso fino ad arrivare a destinazione.

  • La produttività, quella reale, non è lavorare di più, bensì la capacità di determinare ciò che veramente è prioritario, senza vanificare tempo ed energie dietro tante cose inutili.

Ma a noi pianificatori seriali questo non basta.

Puntiamo ad essere proattivi, oltre che produttivi! Essere proattivi, al contrario di quanto siamo abituati a pensare, non è esser capaci di anticipare qualcosa piuttosto compiere delle scelte ragionando sugli effetti nel medio-lungo periodo. Quindi, in azienda, quando ci viene richiesto un approccio proattivo, più che pensare alla capacità di anticipare un problema, puntiamo alla consapevolezza del risultato di ogni possibile scelta che può essere applicata in modo reattivo. 

Ricordati che

“Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.”

Jean Paul Sartre

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